Logo Terra dei Fuochi

Storia dei fuochi d'artificio

 
www.adora.it
Facebook



Calendario 2017
Calendario 2016
Effige della madonna
Vincitori 11° Festival 2012
Vincitori 10° Festival 2011
Vincitori 9° Festival 2010
Vincitori 8° Festival 2009
Vincitori 7° Festival 2008
Vincitori 6° Festival 2007
Vincitori 5° Festival 2006
Album fotografico
Album video

CinaL’arte di fabbricare i Fuochi d’Artificio, è molto antica, essa ha origine in Cina, da  dove fu importata, nell’area del Mediterraneo, verso il XII° Secolo dagli Arabi.

Nel 1535 il trattato “De la Pirotechnia” di V. Biringuccio, descrive sia gli Artifici usati per scopo di guerra, sia quelli impiegati in occasioni di Festeggiamenti, in quanto anticamente gli artificieri militari, dovevano provvedere anche alla fabbricazione di fuochi da accendere durante gli spettacoli per celebrare la Vittoria. In seguito, l’impiego di Fuochi d’Artificio, si estese anche ad altre feste, come quelle Sacre e ad altre occasioni.

Nel Secolo XVII° vi furono due scuole di Fuochi d’artificio, quella di Norimberga e quella Italiana, che si specializzò, ben presto, nella fabbricazione di Fuochi artisticamente elaborati, capaci di produrre effetti scenografici molto spettacolari. Agli inizi del XVIII° Secolo, ebbero grande rinomanza i Ruggieri, padre e figlio, di Bologna, i quali eseguirono a Parigi i fuochi pirotecnici più belli e splendenti che si siano mai visti.

Artigiani specializzatiOggi, la fabbricazione di Fuochi d’Artificio, è opera di artigiani specializzati, che spesso si tramandano il mestiere di generazione in generazione.

I Fuochi Pirotecnici “che bruciano sopra terra” e che non vengono lanciati in aria, chiamati comunemente con un termine improprio: “BATTERIE”sono entrati a far parte delle tradizioni delle nostre feste Religiose, e in particolar modo, della nostra Festa Patronale, associati allo svolgimento di funzioni religiose, come le Processioni. Queste manifestazioni popolari, hanno un’origine storica, anche nella nostra terra, infatti leggiamo in: Antonio Masselli - Cenni Storici Sulla Devozione per la Vergine del Soccorso - 1987- pag.50- “Anche l’usanza dei Fuochi Pirotecnici e delle così dette Batterie, è un’usanza molto antica, durante le processioni sacre. Abbiamo notizia da un antico documento di tale usanza e leggiamo: in quell’anno medesimo, 1619 un tale Filippo Urbano, della Terra di Rignano, mentre facevasi la solita processione della Vergine di Stignano, e ritornava la statua alla sua Chiesa, uscì cogli altri compagni, scaricando l’archibugio in onore di Maria, conforme è l’usanza del paese quindi, anticamente, l’usanza era quella di sparare dei colpi a salve con armi da fuoco.

Nel Maggio del 1876,  a San Severo, in occasione dei festeggiamenti per il Terzo Centenario del Miracolo della Madonna della Pietà (Chiesa dei Morti o della Pietà) - come è riportato in: Antonio Masselli - Trascrizioni e Studio Analitico Documentato del Manoscritto di A. Irmici – Brevi Cenni sulla Chiesa della Pietà - 2001- pag. 117 – “la Festa esterna, fu ricca di Luminarie, ben disposte per tutto il Largo Orientale e Settentrionale della Chiesa…Bande Musicali, Fuochi Pirotecnici, aerostatici, globi e quant’altro potè  desiderarsi, tutto si mise in attuazione, in quella solenne circostanza”.

Nel 1857 -  in occasione della Proclamazione della Vergine del Soccorso, a Patrona Principale della Città di San Severo, come ci tramanda un altro storico, Antonio Irmici, “da quel tempo, si accrebbe il numero di Fuochi Pirotecnici” quindi, la tradizione dei fuochi pirotecnici, a San Severo, sparati durante i festeggiamenti della Nostra celeste Patrona, è sicuramente più antica dell’anno 1857.

Il protrarsi di detta tradizione a San Severo, viene testimoniata ancora, da molte fotografie dell’inizio del ‘900.

All’inizio del secolo scorso, durante la  Prima Guerra  Mondiale (1915-1918) in San Severo esisteva una Polveriera Governativa, gestita dal sig. Mancini Alfonso; in questa struttura lavoravano “pirotecnici” del posto e del circondario.

Successivamente, e precisamente nel 1946, nelle vicinanze della Chiesa della Madonna dell’Oliveto (strada San Severo-Foggia) nacque la Fabbrica di Fuochi Pirotecnici della Ditta Michele Bottino (soprannominato “don dono”).

In questa fabbrica furono iniziati all’arte della “Pirotecnìa” i lavoranti Sig. Nesta di Torremaggiore e Minutiello di San Severo, il quale ultimo, poi, nel 1955 aprirà su Via Apricena una nuova Fabbrica di Fuochi d’Artificio.

In questa fabbrica si producevano, in quegli anni, oltre alla tradizionali “Batterie” anche veri e propri fuochi pirotecnici.

Nel 1962, il titolare Sig. Minutiello  fu vittima di un incidente, per cui la Ditta fu costretta a spostarsi in una nuova sede in via Castelnuovo, sede nella quale operò fino agli anni ’70  epoca in cui la ditta cessò l’attività.

Intanto, nel 1960 era nata a san severo, (in Via Lucera) un’altra ditta di fuochi pirotecnici, quella del sig. Filiziano Chiarappa.

Quest’ultima, dal 1970 a  tutt’oggi, continua la sua attività, con i figli, i Sigg. Nicola  e Luigi  Chiarappa.

Fu nel 1971 che la sunnominata Ditta di Fuochi di artificio del Sig. Michele Bottino, fondata nel 1946, a causa di un incidente, andò distrutta, la cronaca riportò la notizia di ben quattro morti, tra cui il titolare della fabbrica.

Dal 1980 in poi, a San Severo vi fu un susseguirsi di aperture di nuove aziende pirotecniche, come ad esempio:

  • La Pirotecnica San Severo ( di Del Vicario e Presutto)
  • La Pirotecnica  San Severo ( di G. Del Vicario)
  • La Pirotecnica Padre Pio ( di Chiarappa G. e Presutto)  anno 1996
  • La Nuova Pirotecnica Padre Pio ( di Presutto M. e Florio) anno  2001
  • Pirogiochi ( di Chiarappa G.) anno 2002

Negli ultimi anni, la nostra Città, ha visto la presenza di migliaia di turisti venuti da molte Regioni italiane e da alcuni Paesi europei, per assistere al Palio dei Fuochi Pirotecnici e delle Batterie Serali che si svolge nel mese di maggio, in occasione della Festa Patronale.

Batteria

Grazie all’impegno di alcuni appassionati è nata l’“ASSOCIAZIONE TERRA DEI FUOCHI CITTA’ DI SAN SEVERO

– Ente di volontariato e senza fini di lucro - costituito per tutelare, promuovere e diffondere culturalmente la tradizione e l’arte dei fuochi pirotecnici e delle batterie, salvaguardando l’artigianato locale delle stesse, nella originale caratteristica fabbricazione.

La batteria si può svolgere di qualsiasi lunghezza aggiungendo mazzi su mazzi, questo a seconda dei soldi di cui dispone l’artista, che la confeziona e la spara e l’abilità del pirotecnico nel creare variazioni d’intensità e di colori.

Le batterie, sono sequenze di esplosioni di diversa intensità  quelle notturne, sono dette "alla bolognese"con cambiate di colori.

La batteria solo nel senso di complesso di fuochi d’artificio è costituita da: Passafòchë ”, sedici “bbuttëcèllë ” e una “ rëspòstë .
Questo schema si ripete per tre volte, dopo la terza risposta, si spara la quinta, che si snoda per una lunghezza di 15 cm circa, e costituisce, un màzzë dë batteria.

Spieghiamo in dettaglio quali componenti compongono la batteria alla bolognese, tradizione dell’arte pirotecnica di San Severo. Segue una spiegazione in dialetto.

bbuttëcèllëbbuttëcèllë:  rotolino di carta lungo circa 15 cm, contenente polvere pirica. Sono 48 in tutto e compongono un mazzo di batteria.

SbrùffëSbrùffë: sono colpi che partono già accesi da tubi posti a terra, e scoppiano in aria.


PassafòchëPassafòchëPassafòchë
: nelle batterie “ un lungo rotolino di carta che custodisce internamente la “miccia”


Zòca fràncëtë
: è una variante  nelle batteria e si inserisce  per spezzare i ritmo, sempre uguale. la composizione è quella fissa delle batterie, ma le bbuttëcèllë  che la compongono sono 6 anziché 16. Sono più lunghe e più doppie e contengono una quantità di polvere uguale  a quella di una rëspòstë.

Rëspòstë: petardo che scoppia dopo sedici altri meno potenti, oppure in risposta a un razzo o a un colpo sparato in aria.

QuindëQuindë: nelle batterie “colpo più forte delle risposte”.


Ndrèccë:
intreccio; nelle batterie gruppo di cinque o più colpi composto da Rëspòstë, quindë o pannèggë, che esplodono insieme.

Ttuttù: “ variante inserita nel percorso delle batteria per spezzare e frenare il ritmo sempre uguale”. A differenza della batteria normale, ha un passafuoco con una miccia lungo un metro che porta alla fine la spoletta: che controlla un tempo che accende la risposta, da cui parte un altro passafuoco.

Fënelë: il finale della batteria ed è costituito da una mazzo di finale che comprende 25 colpi che possono essere rëspòstë, quindë o pannèggë.

PannèggëPannèggë:  nelle batterie la più grossa delle bombe, che possono pendere da un passafòchë.


Përàmëdë:
 piramide,  gioco pirotecnico che nella batteria si spara dopo il finale, su un palo alto, si dispongono  da 10 a 50 rëspòstë che scoppiano tutte insieme.

 

Inviare a un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Copyright © Terra dei Fuochi San Severo
Immagini e contenuti di Proprietà di Terra dei Fuochi. Fatto espresso divieto a terzi non autorizzati la riproduzione anche parziale
Web Agency San Severo